Corte di Giustizia, Quarta Sezione, sentenza del 23 aprile 2026, Casotta, causa C-24/26 PPU, ECLI:EU:C:2026:333
Segnaliamo ai lettori la sentenza della Corte di Giustizia UE, con la quale si è deciso che:
Gli artt. 6, 10 e 18 della direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI del Consiglio, letti alla luce dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale che, qualora la vittima di un reato non si sia costituita parte civile, ai sensi del diritto nazionale, nel procedimento penale sfociato nell’adozione di una sentenza di condanna pronunciata in assenza e divenuta definitiva, non prevede – nell’ambito di un’impugnazione straordinaria proposta dalla persona condannata e diretta ad ottenere l’annullamento di tale sentenza perché questa non poteva essere adottata in sua assenza, nonché, se del caso, l’avvio di un nuovo giudizio di merito – né l’obbligo di informare tale vittima della proposizione di detta impugnazione straordinaria, né la possibilità per la stessa di partecipare al procedimento afferente alla detta impugnazione.
Inoltre, gli artt. 8 e 9 della direttiva (UE) 2016/343 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali, letti alla luce degli artt. 47 e 54 della Carta dei diritti fondamentali, devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale che, secondo l’interpretazione datane dalla giurisprudenza nazionale, obbliga il giudice nazionale, in mancanza di una prova diretta che dimostri che una persona condannata in assenza si sia volontariamente sottratta alla conoscenza del procedimento penale sfociato nell’adozione di una sentenza di condanna a suo carico, ad accogliere un’impugnazione, proposta da tale persona al fine di ottenere l’annullamento di detta sentenza, divenuta definitiva, per il motivo che essa non avrebbe potuto essere adottata in sua assenza, e, se del caso, che sia disposto l’avvio di un nuovo giudizio di merito.
Normativa di riferimento
Artt. 6, 10, 18 direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI del Consiglio
Artt. 8 e 9 direttiva (UE) 2016/343 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9marzo 2016, sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali
Artt. 47 e 54 Carta dei diritti fondamentali UE
Precedenti citati
Corte di Giustizia, sentenza del 29 novembre 1978, Redmond, 83/78, EU:C:1978:214
Corte di Giustizia, Prima Sezione, sentenza del 28 novembre 2000, Roquette Frères, C‑88/99, EU:C:2000:652
Corte di Giustizia, Quarta Sezione, sentenza del 29 gennaio 2026, Keladis I e Keladis II, C‑72/24 e C‑73/24, EU:C:2026:51
Corte di Giustizia, Grande Sezione, Grande Sezione, sentenza del 16 maggio 2017, Berlioz Investment Fund, C‑682/15, EU:C:2017:373
Corte di Giustizia, Quarta Sezione, sentenza del 1º agosto 2025, Galerie Karsten Greve, C‑433/24, EU:C:2025:600
Corte di Giustizia, Quarta Sezione, sentenza del 18 dicembre 2025, E. (Compensazione di crediti), C‑481/24, EU:C:2025:996
Corte di Giustizia, Prima Sezione, sentenza del 29 luglio 2019, Gambino e Hyka, C‑38/18, EU:C:2019:628
Corte di Giustizia, Terza Sezione, sentenza del 20 maggio 2025, Kachev, C‑135/25 PPU, EU:C:2025:366
Corte di Giustizia, Prima Sezione, sentenza del 15 settembre 2022, HN (Processo di un imputato allontanato dal territorio), C‑420/20, EU:C:2022:679
Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza del 26 febbraio 2013, Åkerberg Fransson, C‑617/10, EU:C:2013:105
Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza 24 luglio 2023, Lin, C‑107/23 PPU, EU:C:2023:606
Corte europea dei diritti dell’uomo, Prima Sezione, sentenza del del 1º marzo 2006, Sejdovic c. Italia, ricorso n. 56581/00, ECLI:CE:ECHR:2006:0301JUD005658100
Corte europea dei diritti dell’uomo, Quinta Sezione, sentenza del 17 marzo 2009, Ould Dah c. Francia, ricorso n. 13113/03, ECLI:CE:ECHR:2009:0317DEC001311303


