GDPR, libertà di informazione e pubblicazione online delle condanne penali: la Corte di giustizia delimita le deroghe nazionali dell’art. 85, regolamento (UE) 2016/679

Corte di Giustizia, Quinta Sezione, sentenza del 09 luglio 2026, Legal Newsdesk Sweden, causa C-199/24, ECLI:EU:C:2026:564

Segnaliamo ai lettori la sentenza della Corte di Giustizia UE, con la quale si è deciso che:

L’art. 85, par. 1, regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), dev’essere interpretato nel senso che esso osta a che gli Stati membri adottino, sulla base di tale disposizione, misure legislative che vadano oltre quanto previsto dall’art. 85, par. 2, di tale regolamento, introducendo deroghe a taluni capi di detto regolamento per i trattamenti di dati personali che perseguono scopi diversi da quelli giornalistici o di espressione accademica, artistica o letteraria, per il motivo che tali misure sono necessarie per conciliare il diritto alla protezione dei dati personali con il diritto alla libertà di espressione e di informazione.

Inoltre, l’art. 85, par. 1, regolamento 2016/679 dev’essere interpretato nel senso che esso osta a che le misure adottate dagli Stati membri sul suo fondamento prevedano, in quanto concretizzazione della conciliazione alla quale essi devono procedere tra il diritto alla protezione dei dati personali e il diritto alla libertà di espressione e di informazione, che i soli mezzi di ricorso a disposizione di una persona che è stata oggetto di condanne penali, qualora dati personali relativi a tali condanne siano messi a disposizione del pubblico su Internet, a pagamento, sono la possibilità di avviare un procedimento penale per diffamazione o un’azione di risarcimento del danno subito a causa della diffamazione.

Infine, l’art. 85, par. 2, regolamento 2016/679 dev’essere interpretato nel senso che la messa a disposizione del pubblico su Internet, a pagamento, di documenti pubblici consistenti in condanne penali può essere considerata un trattamento di dati personali effettuato a «scopi giornalistici», ai sensi di tale disposizione, solo nei limiti in cui abbia come scopo la divulgazione al pubblico di informazioni, opinioni o idee, nel rispetto delle regole deontologiche ed etiche della professione di giornalista, in seguito a un lavoro di redazione odi adattamento, o quanto meno conformemente a una linea editoriale, e ciò previa verifica delle affermazioni fattuali di cui trattasi.

Normativa di riferimento

Art. 85, parr. 1 e 2, regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)

Precedenti citati

Corte di Giustizia, Prima Sezione, sentenza del 19 settembre 2018, Milev, C‑310/18 PPU, EU:C:2018:732

Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza del 25 gennaio 2022, Vysočina Wind, C‑181/20, EU:C:2022:51

Corte di Giustizia, Prima Sezione, sentenza del 30 aprile 2025, Inspektorat kam Visshia sadeben savet, C‑313/23, C‑316/23 e C‑332/23, EU:C:2025:303

Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza del 6 ottobre 2020, État luxembourgeois (Diritto di ricorso contro una richiesta di informazioni in materia fiscale), C‑245/19 e C‑246/19, EU:C:2020:795

Corte di Giustizia, Terza Sezione, sentenza del 2 marzo 2023, Norra Stockholm Bygg, C‑268/21, EU:C:2023:145

Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza del 4 ottobre 2024, Bezirkshauptmannschaft Landeck (Tentativo di accesso ai dati personali memorizzati in un telefono cellulare), C‑548/21, EU:C:2024:830

Corte di Giustizia, Quarta Sezione, sentenza del 4 settembre 2025, Quirin Privatbank, C‑655/23, EU:C:2025:655

Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza del 18 giugno 2024, Bundesrepublik Deutschland (Effetto di una decisione di riconoscimento dello status di rifugiato), C‑753/22, EU:C:2024:524

Corte di Giustizia, Quinta Sezione, sentenza del 12 marzo 2026, Marha ux, C‑150/25, EU:C:2026:188

Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza del 16 dicembre 2008, Satakunnan Markkinapörssi e Satamedia, C‑73/07, EU:C:2008:727

Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza del 15 marzo 2022, Autorité des marchés financiers, C‑302/20, EU:C:2022:190

Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza del 21 marzo 2024, Landeshauptstadt Wiesbaden, C‑61/22, EU:C:2024:251

Corte europea dei diritti dell’uomo, Grande Camera, sentenza del 17 gennaio 2023, Axel Springer SE c. Germania, ricorso n. 39954/08, CE:ECHR:2023:0117JUD000896418

Corte europea dei diritti dell’uomo, Grande Camera, sentenza del 5 aprile 2022, NIT S.R.L. c. Repubblica di Moldova, ricorso n. 28470/12, CE:ECHR:2022:0405JUD002847012

Corte europea dei diritti dell’uomo, Grande Camera, sentenza del 21 gennaio 1999, Fressoz e Roire c. Francia, ricorso n. 29183/95, CE:ECHR:1999:0121JUD002918395

Corte europea dei diritti dell’uomo, Prima Sezione, sentenza del 16 marzo 2017, Ólafsson c. Islanda, ricorso n. 58493/13, CE:ECHR:2017:0316JUD005849313

Corte europea dei diritti dell’uomo, Grande Camera, sentenza del 27 giugno 2017, Satakunnan Markkinapörssi Oy e Satamedia Oy c. Finlandia, ricorso n. 931/13, CE:ECHR:2017:0627JUD000093113

Corte europea dei diritti dell’uomo, Quinta Sezione, sentenza del 28 giugno 2018, M.L. e W.W. c. Germania, ricorsi nn. 60798/10 e 65599/10, CE:ECHR:2018:0628JUD006079810

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